Progetti coreografici

Lullaby

Il gesto, il lavoro, il paesaggio

Corpo e suono/                    Primo studio

In Limbo

La Pietra e la Paura

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Lullaby

Un luogo contenuto, delicato, come quello tra la veglia e il sonno, dove i gesti si intersecano al canto.

La ninna nanna crea una dimensione ipnotica, surreale, in cui i corpi cadono nell'ascolto. 

Nello scandirsi del tempo, adulto e bambino si immergono in immagini che si costruiscono e decostruiscono, rendendo il tempo stesso friabile. 

Attraverso la ripetizione e il perpetuarsi di un rito si entra nella Rêverie, uno stato capace di generare visioni poetiche.

 

CREDITI:

Coreografia: Sara Sicuro Agnese Lanza

Danzano: Sara Sicuro, Agnese Lanza, Anna Sarcinelli, Melissa Libonati

Musiche originali: Andrea Astolfi

Voci: Sara Sicuro  Agnese Lanza
Produzione: CompanyBlu 

Il gesto, il lavoro, il paesaggio

Il gesto, il lavoro, il paesaggio è un progetto di ricerca sul territorio (artistica, antropologica e urbanistica) che indaga la relazione fra luoghi, mestieri e comunità, attraverso un’attenzione particolare al corpo, alle sue gestualità e al paesaggio di un territorio.

 
L’attività artistica, laboratoriale, video e performativa che ho realizzato - all'interno dell'ambito del progetto di riqualificazione del paesaggio costiero Tricase-nodo di mare e di Terra - è stata un esperimento di senso che ha provato a ibridare diversi linguaggi estetico-percettivi e di pratica e trasformazione dei luoghi del lavoro.
Nella prima fase ho condotto delle interviste sul territorio, intervistando la comunità di pescatori e artigiani della zona (chiedendo loro com'è cambiato il paesaggio nel tempo e com'è cambiata la comunità stessa; per poi farmi mostrare ed esperire io stessa dei gesti del loro lavoro); in seguito ho organizzato dei laboratori con loro e con ragazzi/bambini, al fine di sensibilizzare la comunità sulla tematica dei gesti legati ad alcuni tipi di mestieri  ed infine creato una performance corale con la musica dal vivo. 

 
Il corpo con le sue posture, con i suoi ritmi e movimenti quotidiani si rende testimone del tempo, della memoria fisica, geografica, culturale di una comunità.

Osservare le identità espresse nei gesti del lavoro apre una riflessione sulla trasformazione silenziosa e sempre in atto di un luogo, di un paesaggio. La danza, i corpi dei lavoratori, diventano sintesi di una memoria, da trasmettere.             
                                                           
CREDITI
Coreografia e danza: Sara Sicuro
Performers: lavoratori e bambini non-danzatori
Musicisti: trombone Lorenzo Lorenzoni, sax Emanuele Raganato
Produzione: Comune di Tricase, progetto di riqualificazione del paesaggio costiero-Tricase Nodo di mare di terra, in collaborazione con QuasiCinema.
Link
https://www.youtube.com/watch?v=Er76f4b74ng&list=UUzAiCh2saUsaaPpbJMG6ecg&index=4

 

  

 

Il corpo e il suono. Restanza

Ha il sapore di qualcosa di antico il dialogo tra la musica e la danza, tra il suono, il ritmo e il corpo. Così come antico ed ancestrale è il rapporto dell’uomo e della donna con la terra e con il lavoro nei campi. Non casuale è la scelta di precisi strumenti musicali con i quali propiziare un rito. Non casuale è la gestualità che emergendo da un primordiale specifico impulso si è andata poi fissando nel tempo e nella tradizione.  Se oggi il ballo della taranta è conosciuto superficialmente nel mondo per i suoi tratti allegri, per l’euforia dei suoi ritmi, non tutti ben conoscono quale fosse l’urgenza personale, politica e sociale che l’ha generata.  Cosa resta dunque di una tradizione popolare? Cosa resta del legame soprattutto tra la donna e il suo rito per spurgare la sottomissione alla povertà, al potere economico, al potere sessuale?  Come può la cultura contemporanea e il linguaggio delle arti performative riuscire ad intercettare un sovrapporsi di memorie e di voci?  Un incedere di intermittenze reciproche tra suono e corpo, tra rievocazioni di una lingua ‘morta’, il griko, e strumenti muti. Evocando alcuni tratti della cultura popolare salentina, ‘L'altra taranta', cerca di essere la danza di ciò che ha sempre dato origine al ‘movimento’ e ai ‘movimenti’: la parola taciuta, il silenzio respirato ed ingoiato, il peso del corpo mosso, piegato, costretto, teso, la volontà di restare, di re-esistere. 
Il presente 'concept' è alla base di un lavoro di ricerca e creazione della coreografa e danzatrice Sara Sicuro (in collaborazione con la violista Cristina Petitti). 
Progetto ospitato in residenza artistica a Fabbrica Europa al Parc_PerformingsArtsResearchCentre di Firenze (novembre 2019-gennaio 2020).


Trailer: primo studio
 https://www.youtube.com/watch?v=rL-aQVGPOzQ&list=UUzAiCh2saUsaaPpbJMG6ecg&index=24

Comunicazione:
https://parcfirenze.net/sara-sicuro-residenza/
https://portalegiovani.comune.fi.it/urlnews/webzine/35797.html
http://fabbricaeuropa.net/events/sara-sicuro/




IN LIMBO


IN LIMBO è uno spettacolo di teatro-danza che racconta in chiave simbolica la condizione umana dei viaggi di migrazione. La danza contemporanea e quella aerea si legano per costruire una scrittura coreografica, strutturata come una suite in tre movimenti, in cui il corpo scenico si fa metafora del viaggio migratorio per terra e per mare; l’approdo cui si giunge se da un lato evoca la ‘reclusione’ cui i migranti sono costretti, dall’ altro, chiama in causa ed interroga il senso di solidarietà dello spettatore e la complessità della relazione.
La fase di creazione e il linguaggio della danza contemporanea utilizzato dalla coreografa e danzatrice Sara Sicuro sono impastate con le letture di autori come J. Steinbeck e A. Leogrande e con una letteratura delle migrazioni lungo le rotte del Mediterraneo.
La partitura aerea è affidata alla performer acrobata Federica Montinaro e le musiche originali sono scritte ed eseguite dal vivo in scena dal contrabbassista Igor Legari.

RICONOSCIMENTI:
Spettacolo vincitore del bando Trampolino 2019 promosso da A.C.C.I. - Associazione Circo Contemporaneo Italia, inserito nella programmazione del festival "Tutti matti per Colorno" 2019, all'interno della sezione Trampolino.

 
Trailer:
https://www.youtube.com/watch?v=hJ52IJT2l0Q




LA PIETRA E LA PAURA

 Con “La pietra e la paura” la danza e la coreografia di Sara, di Alessandra Palma de Cesnola e Sabina Cesaroni incontrano l’opera di Maria Lai, artista visiva di fama internazionale.  Il cammino di creazione e costruzione coreografica si avvia attraverso pratiche d’improvvisazione, basandosi sulla rivisitazione e trasfigurazione, messa in atto dalla Lai, della favola breve di Salvatore Cambosu “Cuore mio”. 
Progetto nato e sviluppato da un'idea di Alessandra Palma de Cesnola e con la collaborazione della danzatrice e coreografa Sabina Cesaroni.  

cit. MARIA LAI: "Ogni porzione di pasta si trasforma in modo imprevedibile come seguendo una propria legge interna alla materia. Questo suo farsi da sé è stato il grande fascino del pane”.


Produzione ToscanaMediaArte
In scena: Teatro Comunale dell'Antella,  Bagno a Ripoli (Marzo, 2017)
                Teatro Cantiere Florida, Firenze (Marzo, 2018)